Economia

CONSOB avverte sui POC non standard, rischio di perdita e diluizione per gli investitori

di Luca Andrea
 
CONSOB avverte sui POC non standard, rischio di perdita e diluizione per gli investitori
La CONSOB torna a puntare i riflettori sui prestiti obbligazionari convertibili non standard (POC), mettendo in guardia investitori e società dai rischi elevati legati a queste operazioni di finanza straordinaria. Dopo il primo intervento del 2023, l’Autorità presieduta da Paolo Savona ha diffuso un nuovo Richiamo di Attenzione, aggiornato e rinforzato, per evidenziare le criticità osservate negli ultimi tre anni e mezzo.

Il messaggio è chiaro, e cioè i POC non standard comportano un rischio molto alto di deprezzamento dei titoli, perdita del capitale e diluizione della partecipazione azionaria. I dati parlano da soli: in media, le azioni coinvolte hanno subito un calo dell’80% e la diluizione degli azionisti ha raggiunto picchi tra il 60% e l’80%. Questi strumenti vengono spesso utilizzati da società con forti squilibri patrimoniali, in difficoltà finanziarie o vicine a scenari concorsuali. Nella quasi totalità dei casi analizzati, l’emissione dei POC non ha evitato il peggioramento della situazione aziendale, anzi, in molti casi ha anticipato ulteriori crisi fino a procedure di liquidazione.

A differenza delle obbligazioni convertibili standard, che prevedono una conversione incentivata dall’aumento del valore di mercato delle azioni, i POC non standard risultano immediatamente convenienti per l’investitore, grazie a meccanismi di conversione a sconto e commitment fee. Questo sistema consente all’investitore di convertire gradualmente le obbligazioni in azioni, spesso con impatti pesanti sulla struttura societaria e sui prezzi di mercato.

La CONSOB, oltre a mettere in guardia gli investitori, richiama anche gli organi di controllo interni delle società, chiedendo trasparenza e rigore nelle decisioni relative a questi strumenti. Serve garantire che l’adozione dei POC non standard sia frutto di processi consapevoli e in linea con l’interesse sociale, evitando derive speculative che possono danneggiare gli azionisti e compromettere la continuità aziendale.

Il nuovo documento sostituisce la precedente Comunicazione del maggio 2023, introducendo requisiti informativi più stringenti per le società emittenti. L’obiettivo è quello di alzare il livello di trasparenza e offrire agli investitori tutte le informazioni necessarie per valutare correttamente i rischi, prima di impegnarsi in operazioni che possono mettere a rischio il proprio capitale.
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